Immobili abbandonati in vendita, possono diventare un lusso

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Dimenticate cosa erano una volta, oggi sono dimore storiche ristrutturate con finiture di lusso, Bed and Breakfast o resort amati ed apprezzati in tutto il mondo.
Gli immobili abbandonati hanno un potenziale inestimabile frutto non solo della riqualificazione tecnica, ma soprattutto dell’ingegno e della lungimiranza di chi intravede in essi l’opportunità che vide Michelangelo nell’aggiudicarsi un pezzo di marmo che nessuno voleva: ne uscì il David.

“E’ nostra intenzione procedere ad una chiamata per verificare se c’è interesse ad acquistare l’ampio patrimonio immobiliare inutilizzato di cui disponiamo. Non ci guida l’esigenza di ripianare un bilancio che è in pareggio, ma il buon senso del buon padre di famiglia che decide di alienare i beni inutilizzati e in qualche caso degradati. Utilizzeremo l’eventuale ricavato per investire nella sanità, nell’assetto idrogeologico, in opere pubbliche, in cultura” così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che spiega in questo modo la ricognizione richiesta agli uffici regionali sul vasto patrimonio immobiliare di cui le Aziende sanitarie e la Regione stessa dispongono in ogni provincia della Toscana.

scansano_toscana_cantonieraUna volta erano chiese sconsacrate, mulini e bunker anti atomici a finire in vendita, ora sono le case cantoniere, le abitazioni dei cantoni, operai addetti alla cura delle strade statali.
Poi il
Demanio ha deciso di abbandonarle ed un recente accordo siglato tra ANAS, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e Agenzia del Demanio permette oggi di utilizzare questi immobili come sedi di attività di promozione territoriale. In alcuni casi a vendere sono ancora le istituzioni, a cui è passata la gestione di questi immobili una volta dismessi dal Demanio.

Molte delle 1.224 strutture presenti in Italia, trasformate in vere e proprie dimore di lusso, sono già in vendita, anche tra gli annunci di Immobiliare.it, il noto portale lo testimonia affermando che “la più cara si trova in Toscana, a Scansano, nella provincia di Grosseto”: al prezzo di 850.000 euro si può diventare proprietari di Villa Pietra, antica casa cantoniera su tre piani, recentemente ristrutturata e dotata di piscina e veranda esterna vista mare.
Non solo, nel
parco naturalistico di Montioni nel livornese, a 15 chilometri da Massa Marittima, è in vendita per 500.000 euro un’altra ex casa cantoniera, la cui facciata è rimasta dipinta di rosso pompeiano, tipico colore che avevano questi edifici.
Accanto alla ferrovia, a Rosignano Marittimo, per 275.000 euro è possibile ottenere un immobile ristrutturato con un’enorme terrazza vista mare.

Tornando alle nuove alienazioni: sette immobili sono quasi tutti a Firenze, e la Regione intende venderli per un valore totale stimato di circa 150 milioni di euro.

Si tratta di Villa la Quiete, Villa Fabbricotti, dell’immobile di via Pietrapiana che ospita attualmente uffici regionali, dell’ex Ospedale Meyer, di Palazzo Bastogi, la ex sede della presidenza regionale, la sede dell’Istituto Idrologico a Pisa e della fiorentina Villa Basilewsky per la quale, oltre all’alienazione, la Regione sta valutando in alternativa l’ipotesi di trasferirci gli uffici dell’assessorato al diritto alla salute.

Ben più ingente il valore del patrimonio di proprietà delle Aziende sanitarie, il cui importo complessivo sfiora i 560 milioni di euro.
Tra i principali figurano, per ciò che riguarda la ex Asl 1 delle Apuane, l’ospedale S. Giacomo e San Cristoforo di via Orecchia e il distretto di via Sacco e Vanzetti.
Anche per ciò che riguarda la ex Asl di Lucca si tratta dell’ex ospedale di Campo di Marte e dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano.
Rilevante anche il patrimonio di proprietà della ex Asl 3: l’ex ospedale del Ceppo e il complesso dell’ex ospedale psichiatrico delle Ville Sbertoli.
Alla ex Asl 4 di Prato appartengono il corpo centrale del “Misericordia e dolce” e villa Filicaia, con una casa colonica.
Nel caso della ex Asl 5 di Pisa siamo di fronte al palazzo B del centro direzionale di via Zamenhof e al padiglione Morselli dell’ex ospedale psichiatrico di Volterra.
Alla ex Asl 6 di Livorno appartengono il Sert di via Scali e la ex sede legale dell’ex sanatorio.
Gli immobili della ex Asl 7 di Siena sono l’ex ospedale di Chianciano Terme con il relativo terreno e il complesso dell’ex presidio ospedaliero di Torrita di Siena.
Gli immobili della ex Asl 8 di Arezzo sono il centro diurno disabili villa Chianini in via Masaccio, l’ex RSA di Castiglion Fiorentino e l’ex ospedale psichiatrico di viale Cittadini ad Arezzo.
Due sono gli immobili di proprietà della ex Asl 9 di Grosseto: si tratta del distretto di via Don Minzoni e del Castello Regio di piazza Becucci.
A Firenze sul territorio della ex Asl 10 insistono gli ex sanatori Luzzi e Banti di via dell’uccellatoio, villa Falcucci, la fattoria “Le rose”, l’ex presidio ospedaliero Sant’Antonino a Fiesole, quello Camerata di via della Piazzola, infine gli edifici dal 31 al 35 dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi.
Ad Empoli gli immobili di proprietà della ex Asl 11 da alienare sono il podere Le tagliate della ex fattoria della Badia di Santa Gonda, la palazzina dedicata alla riabilitazione, l’ospedale degli infermi e il distretto di via Rozzalupi.
In Versilia ci sono una porzione dell’ex ospedale Lucchesi e l’ex colonia Laveno, entrambi di proprietà della ex Asl 12.
E’ in corso di valutazione anche l’ipotesi di vendita di una parte del patrimonio delle Aziende ospedaliero universitarie. A quella pisana appartengono la divisione ortopedica dell’ex ospedale di Calambrone e il palazzo dei Trovatelli oltre all’ex presidio ospedaliero di Santa Chiara. A Careggi appartiene invece villa Pepi e all’Ispo (l’Istituto per lo studio della prevenzione oncologica) la palazzina che lo ospita.

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