La Bandita, come far rinascere il Borgo di Gerfalco

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Un centinaio di adulti e una decina di bambini: questa è Gerfalco, borgo a confine tra le province di Siena e Grosseto.
Qui una famiglia ha deciso di trasferirsi e di avviare, sotto la guida di Confcooperative Toscana,  una cooperativa di comunità, “La Bandita”, insieme ai ragazzi che vivono in un eco villaggio in zona.  Un moto di resistenza contro lo spopolamento inevitabile dei piccoli borghi, soprattutto montani. Hanno pensato questo quando hanno scelto di iniziare insieme quest’avventura nell’azienda agricola biologica.

“Non senza difficoltà – ammette Cristiano Bindi, 43 anni– la comunità all’inizio era scettica, poi pian piano ci stiamo allargando. Vogliamo fermare il declino che inesorabilmente sarebbe arrivato per questo piccolo borgo e abbiamo scelto di farlo partendo da quello che di bello qui c’è già: le persone, gli olivi e le castagne”

Una cooperativa agricola particolare quella che sta per nascere, perché tra i suoi obiettivi c’è la salvaguardia del territorio prima ancora del profitto, il rafforzamento della rete di collaborazioni e di scambio che coinvolge tutta l’area, la valorizzazione delle risorse locali, l’avvio di attività ricettive turistiche. Obiettivi di lungo termine per un progetto che sta prendendo anima e gambe grazie all’impegno di un gruppo di abitanti.

 “La tutela del territorio è la nostra priorità, per questo lanciamo la sfida zero emissioni di CO2. Vogliamo creare lavoro e dare un’opportunità ai giovani

A Cristiano l’idea è venuta lo scorso anno, durante la scuola delle cooperative di comunità. Oggi, con il sostegno di Confcooperative Toscana soprattutto per la parte burocratica e fiscale, il gruppo di abitanti sta portando avanti il progetto.

Il prossimo passo è prendere in comodato d’uso un castagneto e un’oliveta. “Poi ci occuperemo della gestione di un seccatoio per le castagne – continua Cristiano –  Abbiamo in progetto di organizzare dei workshop e dei corsi in ambito ambientale, ecologico, permaculturale. Vogliamo coinvolgere le scuole e diventare polo attrattivo per il turismo slow”.

“Le cooperative di comunità mettono al centro le relazioni tra le persone – commenta Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana –  e da qui si riparte per dare una nuova possibilità ai piccoli centri, contro l’abbandono e lo spopolamento. Confcooperative investe molto su queste realtà , supportando le persone in tutto il percorso, dall’idea iniziale fino alla materiale realizzazione. Un’esperienza umana positiva e anche una bella opportunità per creare lavoro e ridare nuova vitalità ai piccoli centri”.

Per approfondire e condividere esperienze e idee, martedì 17 ottobre è in programma la Giornata di Formazione sulle Cooperative di Comunità, organizzata dall’Alleanza delle Cooperative Italiane insieme a Legambiente e ad ANCI Toscana, con il Patrocinio della Regione Toscana,  a partire dalle 9.00 presso l’Auditorium di Sant’Apollonia, via San Gallo 25/A, Firenze.

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