Pompom di Sara Pierazzuoli: arte tessile, uno stile di vita made in Tuscany

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Artigiani si nasce, si tratta di una predisposizione incontenibile che non conosce limiti razionali e l’entusiasmo di Sara Pierazzuoli è un esempio vivente. La creatività si nutre dei suoni,  colori e forme del mondo. E’ passione allo stato puro.

Sara vive e lavora a Firenze, studia per diventare psicologa infantile e si ritrova a seguire pazienti più grandicelli. Approfondisce la conoscenza della natura umana, scrive relazioni sui comportamenti ed analizza le reazioni alle sollecitazioni quotidiane, ma al tempo stesso accarezza il desiderio di creare.. “Mia nonna, donna dal caldo sangue mugellano, mi chiamava ‘armeggiona’, ed è vero. Io smonterei anche questa teiera che abbiamo sul tavolo (de La Menagere, a Firenze) giusto per vedere come è stata assemblata. Non posso contenere la manualità ed è per questo che piano piano mi sono creata degli spazi“.

Lo spazio. Dove è iniziato il tuo hobby? “L’angolo dedicato al telaio in camera da letto si estendeva allo stesso modo in cui cresceva mia figlia nella sua cameretta. Ad un certo punto mio marito, per fortuna un bravo architetto,  ha ridisegnato casa e la cameretta di mia figlia Viola è diventato il mio laboratorio. Una stanza non troppo grande dove il telaio è ancora il protagonista e dove trovano posto una scrivania sotto la finestra dove disegno e lavoro al computer, un armadio a muro che contiene i materiali che mi occorrono ed un tavolo attrezzato dedicato al packaging tra scatole, nastri e carte colorate”.
Fai tutto in casa? “In casa sì, ma non nello stesso posto. A Montepulciano ho uno spazio che posso liberamente ‘sporcare’ – sorride – dove ci sono i calderoni per tingere la lana con fiori e minerali che mi diverto a cercare affinché tutto sia sempre naturale. Sono molto rigida in questo: solo elementi naturali”.

Un post condiviso da Sara Pierazzuoli (@sarapierazzuoli.pompom) in data:


Il filato. “Credo si tratti di un amore viscerale, forse trasmesso dall’esperienza delle mie nonne ricamatrici e da mia madre, magliaia dalla lunga esperienza, che oggi però mi guarda ed alza gli occhi al cielo.. perché mi vorrebbe professionista a tempo pieno impegnata nella psicoterapia, la professione in cui mi sono specializzata con grandi sacrifici”.
Però..Però io non ci riesco – stringe i pugni davanti al viso – ho bisogno di progettare, realizzare e veder nascere le cose che immagino. Poi..“. Poi?Poi, odio chi associa certi lavori ad uno status tipicamente femminile o ancor peggio ad una attività per anziani. Sarebbe un peccato perdere quelle che sono le nostre radici, la nostra tradizione. Quando vedo ragazze che sferruzzano mi metterei a saltellare. Penso.. Sì, dai, loro lo hanno capito!“.

Telaio, ferri da calza e macchina per cucire. Che donna sei? “Una donna del futuro! Essere artigiani oggi significa dedicarsi ancor più del passato al proprio prodotto. Mondo analogico e digitale si incontrano nella fase di ricerca, nella progettazione, nella lavorazione e soprattutto al momento di comunicare quello che si è fatto”.

La rete fisica e virtuale. Grazie a questa straordinaria esperienza ho conosciuto molte persone in gamba che oggi sono miei affezionati fornitori. A Calenzano c’è Un telaio per tutti dove i coniugi Rangoni sono splendidi e molto bravi, poi a Montemurlo c’è Massimo Signori del Borgo de’ Pazzi una azienda a conduzione familiare che produce filati fantasia, poi su Firenze mi rifornisco da Samba la Merceria di Carmela Villani in via Santa Elisabetta e da Campolmi Filati in via Folco Portinari ed ancora dalla Cartiera Verdi di San Frediano.. Per quanto riguarda il mondo virtuale ho una Pagina Facebook che curo personalmente così come il Profilo Instagram mentre per la vendita ho uno Shop online su Etsy


Il rapporto con i Social e con i clienti. “All’inizio ero sorpresa per i “Like” e per l’interessamento ai miei accessori, ma è stato anche il momento in cui ho preso veramente coscienza di quello che potevo fare e delle potenzialità del mio hobby. Nella scelta delle foto sono ‘monitorata’ da Viola che spesso mi rimprovera e vorrebbe che fossi più interattiva, magari con dei video o tutorial. Oggi quasi mi dispiace non avere una produzione continuativa ed una vendita costante, nonostante la disciplina che occorre anche in una occupazione creativa ed artigianale. Mi piace la fase dell’impacchettamento e della spedizione! Soprattutto mi piace spedire la lettera di ringraziamento in cui inserisco anche le informazioni sul tipo di lana e sulla lavorazione, sulle modalità di manutenzione ecc. Tutto a mano, con penna stilografica come suggerito da mia figlia..”Oramai una vera influencer..Esatto! Mi controlla e corregge, ma da buona nativa digitale conosce benissimo le tendenze“.


Da grande. “Sicuramente continuo su questa strada. Semplicemente perché la sento mia. Continuo ad ideare accessori ed elementi di arredo con la libertà di poter cambiare trama o colori in corso d’opera e continuerò ad esporre al pubblico anche in occasione di eventi, come avviene sulle piazze di Barberino del Mugello o Chianciano Terme nelle rassegne dedicate ai filati. Assieme a mio marito abbiamo ideato un Kit composto da telaio e gomitoli che ha riscosso un enorme successo e non solo tra le ragazze. Mi piace credere che sia un modo divertente ed utile per coinvolgere le persone nel recupero di una manualità artistica che ci appartiene”.


Altre informazioni su Sara, la sua filosofia di vita, le sue creazioni ed il suo Brand sono online sul Blog di PomPom

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