Teatro Puccini di Firenze: gli spettacoli della Stagione 2018 – 2019

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La nuova stagione del Teatro Puccini conferma la storia di uno spazio aperto alle contaminazioni, capace di proporre differenti generi di intrattenimento con un cartellone variopinto di cabaret, comicità contemporanea, tradizione e sperimentazione.

Il Tempio della cultura che caratterizza l’area adiacente al Parco delle Cascine di Firenze è in procinto di accogliere una nuova sistemazione urbanistica che stravolgerà il volto della zona, ospitando un contenitore innovativo realizzato nella ex Manifattura Tabacchi e nuovi contenuti. Questa stagione è un biglietto da visita per il futuro.

Gli Spettacoli in Abbonamento

Da martedì 23 a domenica 28 ottobre ore 21.00

Una produzione Cardellino srl

AUTOBIOGRAFIA EROTICA

di Domenico Starnone

con Pier Giorgio Bellocchio, Vanessa Scalera

regia Andrea De Rosa

Aristide e Mariella, entrambi napoletani d’origine, si incontrano in un appartamento di Roma. Lei lo ha convocato per email, gli ha ricordato chi è. È la ragazza con cui venti anni prima lui ha avuto, a Ferrara, un incontro durato poche ore e terminato in un furtivo, frettoloso rapporto sessuale. Aristide ha quasi dimenticato quell’incontro, gli è tornato alla memoria grazie alla mail di Mariella. Che ha una sua particolarità: è scritta ricorrendo a un linguaggio decisamente osceno. E osceno è il linguaggio che lei gli impone quando ora gli chiede di scavare in quelle poche ore e ricostruirle minutamente. Cosa è accaduto in quelle ore? La realizzazione di un puro, irresponsabile desiderio sessuale? Se è così – dice Mariella – perché parlarne con il linguaggio dolce dell’amore? Meglio l’oscenità. Comincia così un gioco di scavo in quelle poche ore che mette a confronto ora con allegria ora con crudeltà due esperienze sessuali del tutto diverse, dall’adolescenza alla maturità, alla ricerca di un punto di incontro. La casa intanto, che dovrebbe essere vuota, si rivela abitata da una terza persona, un’amica di Mariella. È in un’altra stanza, ammalata, ha la febbre alta, si manifesta solo con suoni inarticolati: un russare, un soffiarsi il naso, un tossire, qualche richiamo lamentoso. Ma i segnali della sua presenza peseranno sempre di più nel gioco tra Mariella e Aristide, e attribuiranno significati più complessi, più sofferti, alla loro divertita autobiografia erotica.

Venerdì 2 e sabato 3 novembre ore 21.00

Una produzione LSD srl

LILLO & GREG

Gagmen

di Claudio Gregori e Pasquale Petrolo

regia Lillo e Greg

aiuto regia Claudio Piccolotto

scene Andrea Simonetti

costumi NC POP

e con Vania Della Bidia, Attilio Di Giovanni e Marco Fiorini

Un nuovo sfavillante “varietà” firmato Lillo e Greg che ripropone ulteriori cavalli di battaglia della famosa coppia comica ma questa volta tratti non soltanto dal loro repertorio teatrale ma anche da quello televisivo e radiofonico come “Che, l’hai visto?” (rubrica cult del famigerato programma radiofonico 610 condotto dai due) o “Greg Anatomy” (parodia della serialità tv Nip&Tack tratto dal programma televisivo The show must go off al tempo condotto da Serena Dandini) e ancora “Normal Man”… Lillo e Greg nei panni di due super eroi particolari! Una miscela esplosiva ed esilarante che finalmente porta in teatro radio e tv per una sintesi perfetta, arguta, sottile, colta e scoppiettante come solo Lillo e Greg sanno fare.

Venerdì 16 e sabato 17 novembre ore 21.00

Una produzione ALLIBITO Srl Unipersonale

ALESSANDRO BERGONZONI

Trascendi e sali

di Alessandro Bergonzoni

regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi

Certamente quando Alessandro Bergonzoni scrive, allestisce ed interpreta il suo quindicesimo testo la domanda che nasce spontanea non può che essere: “Dove ci porterà stavolta la sua personalissima, esilarante e poetica scrittura?” Sicuramente in una zona artistica dove “sicuramente” perde in definizione e in significato, dove l’artista prova a esibirsi negandosi, anzi, celandosi nei vuoti e nelle ombre non solo quelli materiali e visibili ma anche quelli creati sciamanicamente dalla sua scrittura. E cercare di raccontare o descrivere questo delicatissimo momento creativo di Bergonzoni può essere ardua impresa in quanto solo e solamente lui può guidare il suo pubblico verso una meta che in realtà può essere proprio la realtà. O meglio quella realtà che solo gli artisti possono definire e modificare rispetto alla loro immaginazione, al loro genio, alla loro ispirazione. E in una scena da lui costruita e con una regia divisa con Riccardo Rodolfi intraprenderà un percorso arduo per scoprire se le immagini reali di questi anni possono essere modificate con la forza dell’arte.

Venerdì 23 e sabato 24 novembre ore 21.00

Una produzione Arca Azzurra Teatro

ALESSANDRO BENVENUTI e STEFANO FRESI

donchisci@tte

liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes

di Nunzio Caponio

adattamento e regia Davide Iodice

scene Tiziano Fario

costumi Daniela Salernitano

luci Davide Iodice

Una scrittura originale che prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes, scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità. Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da un Sancho, che è insieme figlio e disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo, disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene.

Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA.

Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi annodati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, a una qualche azione.

E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

Sabato 1 e domenica 2 dicembre ore 21.00

In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS

In collaborazione con Florence Queer Festival

Una produzione Best Sound

DRUSILLA FOER

Eleganzissima

Drusilla Foer, icona di stile, cantante e attrice, riporta in teatro il suo recital ELEGANZISSIMA. In uno spettacolo tanto ricco di humour quanto commovente, con la direzione artistica di Franco Godi, Madame Foer racconta episodi della sua vita avventurosa e canta le canzoni ad essi collegate, accompagnata da una band di 4 musicisti. Conclusa l’esperienza televisiva come giudice a Strafactor, e un tour teatrale acclamatissimo, Drusilla Foer, la carismatica icona di stile, riporta in scena il suo recital “Eleganzissima”.

Scritto e interpretato da Drusilla Foer, ELEGANZISSIMA racconta, in un’alternanza di humour sagace e di malinconia commovente, aneddoti tratti dalla sua vita straordinaria, vissuta fra l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa, e costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. In “Eleganzissima”, essenziali al racconto biografico sono le canzoni dello spettacolo, che Drusilla interpreta dal vivo accompagnata dai suoi musicisti: il Maestro Loris di Leo al pianoforte, che ha curato anche gli arrangiamenti dello spettacolo, Nico Gori ospite speciale al clarinetto e al sax, Ettore Bonafè al vibrafono e percussioni e Nico Vernuccio al contrabbasso. La direzione artistica è di Franco Godi, compositore per la pubblicità, per la tv e per il cinema fin dagli anni ’60, scopritore e artefice dell’hip hop di successo in Italia dagli anni ’90 in poi, qui in veste di produttore con la sua Best Sound e infine sul palco per un cameo alla chitarra.

Giovedì 6 e venerdì 7 dicembre ore 21.00

Una produzione TSA Teatro Stabile d’Abruzzo / CTB Centro Teatrale Bresciano

in collaborazione con Corvino Produzioni

SIMONE CRISTICCHI

Manuale di Volo per Uomo

Scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi

Simone Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale con una nuova invenzione drammaturgica, stavolta ambientata nel mondo attuale. Una favola metropolitana ricca di effetti speciali, musica e poesia.

Un invito a tornare bambini!

Nello spettacolo “Manuale di Volo per Uomo”, Simone Cristicchi interpreta un quarantenne rimasto bambino, con un problema preoccupante: qualunque cosa guardino i suoi occhi – dal fiore di tarassaco cresciuto sull’asfalto, ai grandi palazzi di periferia – tutto è stupefacente, affascinante, meraviglioso!
Per molti è un “ritardato” da compatire, per alcuni un genio. 

Sicuramente è un tipo strano, che ama disegnare, contare le lettere che formano le parole delle frasi, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria.

In realtà, Raffaello è un “Super-Sensibile”, e in quanto eroe possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, i dettagli che sfuggono agli altri esseri umani; cose minuscole e apparentemente insignificanti che nascondono però un’infinita bellezza, forse perché – come ama dire – “niente è più grande delle piccole cose!”.

Per fortuna, un suo vecchio zio gli lasciò in eredità il suo “Manuale di volo per uomo”, uno zibaldone di aforismi, pensieri e disegni: una mappa geografica dell’anima, che lo aiuterà a trovare il suo posto nel mondo. Forse “volare” significa non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi nella vita, mantenendo intatto il bambino dentro di noi. E soprattutto non lasciarsi sfuggire la bellezza che ci circonda.

Chissà se è arrivato il momento di cercare Ambra, quella ragazzina delle elementari tanto amata, e invitarla a prendere un gelato, per poterla guardare negli occhi e starle accanto.

Anche solo per un pomeriggio.

Venerdì 11 e sabato 12 gennaio ore 21.00

AB management presenta

CHE DISASTRO DI COMMEDIA

di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields

traduzione Enrico Luttmann

con Luca Basile, Alessandro Marverti, Valerio Di Benedetto, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Stefania Autuori, Viviana Colais

e la partecipazione di Gabriele Pignotta

regia Mark Bell

Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori strampalati che, goffamente, tentano di parare i colpi degli svariati tragicomici inconvenienti che si intromettono tra loro ed il copione con estro e inventiva, tanto da non lasciare spazio a nient’altro che a incontenibili risate e divertimento travolgente. Tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, le porte non si aprono, le scene crollano, gli oggetti scompaiono e ricompaiono altrove. Tutto è studiato nei minimi particolari con smaliziato umorismo senza mai risultare artefatto o stucchevole.

Il ritmo incessante dello spettacolo se da un lato coinvolge il pubblico in un vortice impetuoso di ilarità, dall’altro palesa la grandissima fatica fisica che i protagonisti mettono in gioco per rappresentare i disastri che si accumulano in un crescendo senza controllo. Applausi a scena aperta per i protagonisti, un cast di istrionici professionisti con dei tempi comici senza eguali che sono riusciti, tra recitazione e tecnica, a fare di questa commedia un piccolo grande miracolo.

In esclusiva in Italia, il regista inglese Mark Bell mette in scena lo spettacolo “The play that goes wrong” (“Che Disastro di Commedia” in Italiano), nato nel 2012 in un piccolo teatro all’interno di un pub di Londra, The Old Red Lion, con un massimo di 60 spettatori a sera e una scenografia “costruita” dagli attori stessi.

Questo spettacolo ha avuto un tale successo da debuttare poi in prima mondiale nel 2014 al “Duchess Theatre” di Londra dove è incredibilmente ancora in scena.

Tra i numerosi premi ottenuti, si ricordino gli Olivier Awards 2015 e 2016 come Miglior Commedia dell’anno, e il Premio Molière, nella sua versione francese, nel 2016.

Scritta da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis, appositamente per la Compagnia Mischief Theatre, è stata tradotta e licenziata in oltre 20 paesi, sbarcando in Cina, Sud Africa, Brasile Australia, Nuova Zelanda.

Nel 2017, sempre con la regia di Mark Bell, sbarca negli Stati Uniti, a Broadway, prodotta da J.J. Abrams, al suo debutto nel mondo del teatro; qui ottiene il Tony Award per le scenografie di Nigel Hook, fedelmente riprese in Italia da Giulia De Mari.  

“Che Disastro di Commedia” racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20, nel West End.

La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori stessi. La produzione si rivela una catastrofe e gli attori cominciano ad accusare la pressione, andando nel panico.

“Che Disastro Di Commedia” evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere.

Venerdì 1 e sabato 2 febbraio ore 21.00

A.GI.DI. srl presenta

OBLIVION

La Bibbia riveduta e scorretta

uno spettacolo scritto da Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli

musiche di Lorenzo Scuda

interpretato da Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli (gli OBLIVION)

regia Giorgio Gallione

Germania 1455, Johann Gutenberg introduce la stampa a caratteri mobili creando l’editoria e inaugurando di fatto l’Età Moderna. Conscio della portata rivoluzionaria di questa scoperta, Gutenberg sta per scegliere il primo titolo da stampare. Al culmine della sua ansia da prestazione bussa alla porta della prima stamperia della storia un Signore. Anzi, il Signore. È proprio Dio che da millenni aspettava questo momento.

Dio si presenta con un’autobiografia manu-scolpita di suo pugno su lastre di pietra e chiede a Gutenberg di pubblicarla con l’intento di diffonderla in tutte le case del mondo e diventare così il più grande scrittore della storia. Gutenberg, da bravo teutonico, è molto risoluto e sa bene cosa cerca il pubblico in un libro. Cercherà quindi di trasformare, con ogni mezzo possibile, quello che lui considera un insieme di storie scollegate e bizzarre in un vero e proprio best seller: La Bibbia. Tra discussioni infinite, riscritture e un continuo braccio di ferro tra autore ed editore, nella tipografia prenderanno vita le vicende più incredibili dell’Antico e Nuovo Testamento, le parti scartate e tutta la Verità sulla Creazione del mondo, finalmente nella versione senza censure.

Per la prima volta gli Oblivion si mettono alla prova – senza che nessuno glielo abbia chiesto – con un vero e proprio musical comico. Un nuovo irresistibile show “Oblivionescamente” dissacrante che lascerà il pubblico senza fiato. Una Bibbia riveduta e scorretta.

L’eterna lotta tra Potere Divino e Quarto Potere sta per prendere forma. Perché puoi essere anche Dio sceso in terra, ma se non hai un buon ufficio stampa non sei nessuno.

Venerdì 22 e sabato 23 febbraio ore 21.00

Elastica presenta

ALESSANDRO BARICCO legge Novecento

di Alessandro Baricco, Tommaso Arosio, Eleonora De Leo, Nicola Tescari

production design Marco Quartana

Producer Arianna Bertolo

“Era da un po’ che covavo questa idea di provare, una volta, a leggere io, nei teatri, Novecento. Dopo vent’anni di messe in scena, in ogni parte del mondo, con tutti gli stili, con artisti completamente diversi uno dall’altro, ho pensato che tornare un po’ alla voce originaria di Novecento potesse essere una cosa interessante, per me e per il pubblico. Un modo di riascoltare quella musica col sound che avevo immaginato per lei. Non recitare, non spiegare, non diventare un personaggio. Leggere un testo, quel mio testo.”  Alessandro Baricco 

Da venerdì 8 a domenica 10 marzo ore 21.00 (domenica ore 16.45)

Una produzione Familie Flöz in coproduzione con Theaterhaus Stuttgart, Stadttheater Wolfsburg e L’Odyssée Périgueux, con il supporto del Schleswig-Holstein Music Festival e Theater Duisburg e finanziata da Hauptstadt Kulturfond e da Fonds Transfabrik

FAMILIE FLÖZ

Dr Nest

di Fabian Baumgarten, Anna Kistel, Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler, Mats Suethoff, Michael Vogel

con Fabian Baumgarten, Anna Kistel, Björn Leese, Benjamin Reber , Mats Suethoff
regia Hajo Schüler

Mentre il dottor Nest sale sul treno notturno in una remota città intenzionato a lasciarsi alle spalle ricordi spiacevoli e una vita dissestata, a «Villa Blanca» scende finalmente la notte.

Nell’isolata casa di cura, un crogiolo di folli destini, egli assume il nuovo incarico sicuro di sé. Spinto dalla curiosità, dalla sete di sapere e dall’empatia incontrerà qui i fenomeni insoliti e misteriosi dei suoi pazienti: ricordi sbiaditi, corpi non più soggetti alla volontà del singolo, personalità dissociate, demoni e allucinazioni.

Lo stesso dottor Nest rischia di perdere il senso dell’ordine. Ciò che in un primo momento è fonte di sconcerto, risulta ben presto il folle specchio dei suoi dubbi ed insicurezze.

Il confine fra normale e anormale, fra conscio ed inconscio, fra sano e malato sbiadisce davanti ai suoi occhi.

Con il nuovo spettacolo Familie Flöz ritorna alla maschera.

Con essa e grazie ad essa la compagnia analizza l’enigmatica cartografia del cervello e le torbide profondità dell’animo umani. La compagnia spalanca le porte di una casa di cura rivelando ai visitatori i mondi bizzarri dei suoi abitanti – e del personale. Movimento, spazio, parola, luce e suono creano una narrazione della fragilità del destino umano tanto tragica quanto comica.

Giovedì 21 e venerdì 22 marzo ore 21.00

Pierfrancesco Pisani presenta

ELIO GERMANO

La mia battaglia

testo di Elio Germano e Chiara Lagani

luci Alessandro Barbieri

aiuto regia Rachele Minelli

«Che il nostro appello si diffonda a ogni individuo che vogliamo avvicinare a noi: il passato è stato illuminato da una nuova e millenaria generazione di Italiani!». Un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, durante uno spettacolo di intrattenimento, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, anche verbale, fino a giungere, al termine del suo show, a una drammatica imprevedibile svolta. Portatore di un muto volere collettivo diffuso nell’aria, l’artista da figura autorevole si farà a poco a poco sempre più autoritario, evocando lo spettro di un estremismo di ritorno travestito da semplice buon senso.

Appellandosi alla necessità di resuscitare una società agonizzante, tra istanze ecologiste, nazionaliste, socialiste, planetarie e solitarie, mutuali e solidali, tra aneddoti e proclami, tra appelli appassionanti e affondi lirici deliranti, il nostro trascinerà l’uditorio, in un crescendo pirotecnico, a una straniata sospensione tragica fino a condurlo a una terribile conseguenza finale.

Venerdì 5 e sabato 6 aprile ore 21.00

AB management presenta

RICCARDO ROSSI

W LE DONNE! – Tutte le donne della nostra vita

uno spettacolo di Riccardo Rossi e Alberto Di Risio

regia di Cristiano D’Alisera

La donna è la prima persona che conosciamo al mondo! Maschi o femmine è uguale: è sempre lei il nostro primo incontro. Ma se le bambine crescendo diverranno sempre più “colleghe” della madre (prima o poi faranno un figlio anche loro) i maschi si ritroveranno per tutta la vita a fare i conti con “quell’essere” che li ha generati. Ma i ruoli nel corso degli anni cambieranno, dopo la madre conosceranno la tata, la sorella, la nonna, la maestra, la fidanzata, la moglie, la figlia e così via, senza dimenticare ovviamente la più temuta: la suocera! Grazie a tutti questi incontri con le donne nel corso della sua vita, all’uomo non resterà altro che fare l’unica cosa che non avrebbe mai voluto: crescere.

Riccardo Rossi ci racconterà tutti i dettagli di questo viaggio con la piena consapevolezza della loro schiacciante superiorità. Anche perché come diceva Groucho Marx: “Gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta…”.

SPETTACOLI IN ABBONAMENTO A SCELTA

Sabato 10 novembre ore 21.00

Una produzione Mismaonda

FEDERICO BUFFA

A night in Kinshasa

di Federico Buffa e Maria Elisabetta Marelli

musiche Alessandro Nidi

regia Maria Elisabetta Marelli

con Federico Buffa, Alessandro Nidi – pianoforte, pianoforte preparato, Sebastiano Nidi – percussioni

sound design Matteo Milani

regia del suono Massimo Bignotti

video design Mikkel Garro Martinsen (Roof video design)

Autunno del 1974, Kinshasa, Zaire.

Il dittatore Mobutu regala ai suoi sudditi il match di boxe del millennio per il titolo mondiale dei massimi, tra lo sfidante Muhammad Ali (Cassius Clay, prima della conversione all’Islam) e il detentore George Foreman.

Ali ha 32 anni, l’altro 25. Sono entrambi neri afroamericani, ma per la gente di Mobutu, Ali è il nero d’Africa che torna dai suoi fratelli, George è un nero non ostile, complice dei bianchi. Tanta gente assedia lo stadio dove ci sarà il match e grida «Alì boma yé», Alì uccidilo.

“E’ un incontro epocale che va al di là della boxe, un incontro che parla di riscatto sociale, di pace, di diritti civili. E nella consueta sinfonia di contraddizioni che è la storia di Muhammad Ali, il paradosso è che l’incontro simbolo della libertà, ha luogo in un paese oltraggiato prima dal colonialismo, poi da una dittatura che sarebbe durata trent’anni e poi ancora dalla guerra”. Ali torna nella terra dei suoi avi, a riscoprire le sue origini. ‘Sono africano, l’Africa è la mia terra. Da lì veniamo’.

Sta nelle strade, va negli ospedali, incontra i bambini. Decide di poter trasmettere quello che ha visto ai neri d’America, agli emarginati, a quelli senza sussidi che non hanno coscienza di sé stessi. Vuole stare in mezzo ai drogati, ai disperati, alle prostitute. Questo racconta ai giornalisti”.

E da lì parte il racconto di FEDERICO BUFFA, giornalista sportivo che si è imposto all’attenzione del pubblico per la straordinaria capacità di raccontare le storie dei campioni e degli eventi sportivi.

Una narrazione sincopata, tenuta “sulle corde” da una serrata partitura musicale scritta ed eseguita al pianoforte da Alessandro Nidi e ritmata dalle percussioni di Sebastiano Nidi, all’interno della cornice visionaria della regista Maria Elisabetta Marelli.

“Ali dopo quella lunga notte a Kinshasa si sente finalmente libero, ha un sogno nuovo in cui credere.
È libero perfino di rappresentare l’America: l’America è tutta per lui. Il mondo intero lo è.

La storia della dittatura di Mobutu sarà ancora lunga, ma all’alba di quel nuovo giorno i congolesi festeggiano come in una purificazione, colmi di speranza e grati a quell’uomo che da solo aveva sconfitto il sistema”.

 

Venerdì 30 novembre ore 21.00

Una produzione Elastica

TOMASO MONTANARI

L’aria della libertà – l’Italia di Piero Calamandrei

di Nino Criscenti e Tomaso Montanari

Tomaso Montanari, giornalista, scrittore, storico dell’arte, ricostruisce in scena le “fughe” di Pietro Calamandrei durante il ventennio fascista, in compagnia dei maggiori esponenti dell’antifascismo e della cultura italiana del Novecento: Luigi Russo, Pietro Pancrazi, Alessandro Levi, Benedetto Croce e molti altri, che hanno accompagnato uno dei padri della nostra Costituzione nella visita ai luoghi perduti delle campagne toscane e laziali. Non gite di piacere, ma vere e proprie evasioni alla ricerca disperata di quell’aria di libertà che, nelle città, era stata sostituita dal “falso tripudio” del regime, durante le quali, dai pensieri e dal confronto, si formava l’idea di un’Italia nuova. Montanari raccoglie e mostra scatti e documenti inediti, lettere, fotografie e diari, ricostruendo la particolare controscena di un cruciale momento storico. Ad accompagnarlo, un organico d’eccezione che sottolinea il racconto con l’esecuzione dal vivo di capolavori della musica da camera del tempo.

 

Venerdì 14 dicembre ore 21.00

Una produzione Elastica

EZIO MAURO

Il condannato. Cronache di un sequestro

reading di e con Ezio Mauro

Dopo il racconto sui cent’anni dalla Rivoluzione Russa con “I due treni. Lenin e lo Zar” – il reading che Ezio Mauro ha portato nei teatri italiani nell’autunno 2017 – il giornalista propone un nuovo episodio di ‘cronaca a teatro’, questa volta dedicato a uno degli avvenimenti cruciali della storia della Prima Repubblica: l’omicidio di Aldo Moro. A quarant’anni da quel 9 maggio del 1978, quando il corpo del presidente della DC fu ritrovato morto in una Renault 4 a Roma, in via Caetani, Mauro ripercorre in tre episodi le vicende del rapimento dello statista, avvenuto la mattina del 16 marzo 1978 (giorno della presentazione del nuovo governo, il quarto guidato da Giulio Andreotti), i 55 giorni della prigionia in mano a un gruppo appartenente alle Brigate Rosse, fino all’uccisione e al ritrovamento del suo corpo a pochi metri da Piazza del Gesù, sede della Democrazia Cristiana.

La formula teatrale che propone Ezio Mauro è quella già sperimentata con successo e grande interesse da parte del pubblico italiano per l’anniversario russo e, ancora prima, con “Thyssen”, lo spettacolo in cui l’ex direttore di Repubblica racconto di un cronista che ripercorre in chiave narrativa i fatti, gli episodi, i particolari di una delle pagine più nere della storia italiana.

Sul palco lo stesso Ezio Mauro, impegnato in un reading impreziosito dall’uso delle grandi immagini proiettate alle sue spalle e con una regia che segue questa potente narrazione fino a portare lo spettatore dentro l’attualità di quei giorni tra il marzo e maggio del ’78. Ancora una volta quello pensato e proposto al pubblico teatrale sarà il lavoro di un cronista la cui narrazione a distanza di decenni si condisce di momenti lirici di grande impatto emotivo.

 

Venerdì 18 gennaio ore 21.00

Una Produzione BAM teatro/ Teatro Eliseo/Mittelfest 2017 in collaborazione con La Corte Ospitale

DONATELLA FINOCCHIARO e FABIO TROIANO

Lampedusa

di Anders Lustgarten

traduzione di Elena Battista

scene e costumi Alvisi+Kirimoto

luci Stefano Valentini

musiche originali Aleph Viola

foto di scena Luca Manfrini/courtesy of Marcello Norberth

regia di Gianpiero Borgia

Il flusso migratorio che percepiamo come sempre più inarrestabile sarà il vero problema delle politiche comunitarie del prossimo decennio. La nostra Europa, che avevamo immaginato senza confini, rivendica adesso la geografia dei perimetri nazionali; il metissage multietnico proposto dalla mescolanza delle culture, viene allontanato in nome del rispetto della propria etnia e delle proprie tradizioni, il populismo avanza dileggiando soluzioni semplici a problemi altamente complessi. E i muri che pensavamo di avere abbandonato alla memoria della storia , tornano ad erigersi con prepotenza.

Su tutto, domina la paura dell’altro e lo spettro degli attentati nel cuore delle nostre città.
Anders Lustgarten rivolge la sua attenzione alle migrazioni di massa, mettendo a confronto con coraggio la vita di Stefano, un pescatore siciliano che ora si guadagna da vivere recuperando i corpi dei profughi annegati in mare, con quella di Denise, una studentessa marocchina italiana, immigrata di seconda generazione che si mantiene agli studi lavorando come esattore per una società di prestiti.
La povertà e la disperazione non sono solo lo scenario del racconto: sono causa generatrice del contrasto sociale, del male dei protagonisti. Argomento di fuga per entrambi ed insieme condizione per il miglioramento del proprio status, attraverso lo sciacallaggio della disperazione altrui. Il testo di Lustgarten è sorprendentemente un racconto sulla sopravvivenza della speranza. Dietro il disastro sistematico della politica e delle nazioni, ci sono ancora e fortunatamente le persone, la gentilezza individuale, la sorpresa dei singoli.

 

Sabato 26 gennaio ore 21.00

Una produzione Teatro Stabile di Bolzano

PAOLO FRESU

Tempo di Chet – La versione di Chet Baker

testo Leo Muscato e Laura Perini

musiche originali Paolo Fresu

regia Leo Muscato

con Paolo Fresu, tromba – Dino Rubino, piano – Marco Bardoscia, contrabbasso Alessandro Averone, Rufin Dho e altri 5 attori/attrici

Un jazz club.

L’assolo straziante di un trombettista fa esplodere applausi e schiamazzi che ben presto si trasformano in qualcosa che assomiglia a un ricordo, o a un sogno. Appare un uomo con la testa riversa sul bancone del bar: è Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento, il grido più struggente del ventesimo secolo.

Si sveglia, si guarda attorno: sembra cercare qualcosa, o solo accertarsi che il vuoto sia tutto lì, rassicurante e definitivo.

Canta: la sua voce ha un’intensità dolorosa, spezzata da pause incomprensibili.

E in quelle pause affiorano ricordi dal suo passato, si infilano persone con cui ha avuto a che fare nel corso della vita. Hanno tutti qualcosa da recriminare, da suggerire, da ricordargli. Ci sono i genitori, i suoi figli, i suoi amici musicisti, i suoi rivali musicisti, le donne della sua vita, i detrattori, i pusher, i critici musicali, i fans.

In un’altalena di passato e presente, affiorano fatti ed episodi disseminati lungo l’arco della sua esistenza da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo di Amsterdam.

Ogni apparizione apre il sipario su una fase della sua vita, facendo emergere anche il sapore di epoche diverse, di differenti contesti socioculturali, e diverse visioni del mondo.

Si delinea la figura del grande trombettista, che fra sogni, incertezze, eccessi ha segnato una delle pagine più importanti della storia della musica.

Se nella sua vita come “Chet Baker” ogni cosa sembra essere andata in fumo o disciolta in vena, la musica è sempre rimasta come un’impronta tangibile di un universo poetico inesauribile.

È proprio la sua musica a interpretare il desiderio di Chet di non volerne più sapere di tutte quelle rivendicazioni, e a fornire la possibilità di un altro punto di vista, di un’altra versione dei fatti, quella di Chet!

Leo Muscato

 

Giovedì 31 gennaio ore 21.00

Una produzione Tieffe Teatro

PAOLO ROSSI con Lucia Vasini e una Bella Compagnia

Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles

da Molière a George Best

scritto e diretto da Paolo Rossi

con Renato Avallone, Marianna Folli, Marta Pistocchi, Marco Ripoldi, Roberto Romagnoli, Paolo Rossi, Chiara Tomei, Lucia Vasini

“Versailles, 17/02/2020

Regole del Re anarchico sul teatro:

1) È proibito raccontare in qualsiasi forma una storia se non la si è vissuta più o meno direttamente

2) È doveroso per il commediante essere anche improvvisatore

3) Il testo è la corda sospesa nel nulla, ma lui ama il vuoto e non cerca l’equilibrio ma l’inciampo

4) Vada come vada, per il teatrante la vita è stare sul palco, tutto il resto è solo una replica della stessa noiosa comicità

P.S. Ci sarebbero altre 44 regole, ma in questo foglietto non ci stavano…”

(da un pensiero di Paolo Rossi)

Ancora una tappa dell’ormai lungo percorso di Paolo Rossi attorno al “pianeta” Molière. Lo spettacolo prodotto dal Teatro Menotti, già dal titolo tra Pirandello e Lina Wertmuller, racconta la straordinaria visione teatrale di un autore attore sempre in bilico tra il dentro e il fuori scena, tra il personaggio, l’attore e la persona. Paolo Rossi, qui ancora assieme alla storica e straordinaria compagna di sempre Lucia Vasini, dirige una compagnia di attori e musicisti. Lo sfondo è ancora Versailles, le parole e gli intrecci “molierani” ancora si incrociano con le visioni del tempo presente, la storia è sempre la stessa, ovvero quella del conflitto tra il potere e i “fuorilegge”, tra il teatro e la vita.

“…Lui aveva la fortuna di recitare a Versailles, ma solo lì, che significa che fra i suoi spettatori c’erano anche i bersagli della sua satira». Così improvvisava sul conflitto tra teatro e potere. «Io cercavo un manifesto di lavoro – continua Rossi – e Molière me lo ha dato: mette in scena sé stesso, il personaggio e la maschera. L’improvvisazione è una disciplina militare. Lui voleva fare l’attore drammatico e invece gli veniva meglio fare il comico, e con tutto il dovutissimo rispetto, l’associazione c’è» (da un’intervista di Paolo Rossi su Molière).

 

Venerdì 8 febbraio ore 21.00

Una produzione Parma Concerti e Pierfrancesco Pisani

FRANCESCA REGGIANI

D.O.C. Donne di origine controllata

di Francesca Reggiani, Valter Lupo e Gianluca Giuliarelli

e con Linda Brunetta

Un nuovo show di Francesca Reggiani. In questo caso, ci conduce in uno spettacolo sulle Donne d’Orgine Controllata e ci offre un vero e proprio fuoco di fila di battute, parodie e personaggi. 

Sarebbe riduttivo definire lo show un monologo, lo spettacolo si basa su una serie di riflessioni che riguardano l’attualità e il mondo che ci circonda. La politica e la sua classe dirigente “al femminile” – sempre pronte ad intervenire, la Moretti, Maria Elena Boschi, Maria Stella Gelmini e Giorgia Meloni e ogni tanto un’opinione “d.o.c.” di Maria de Filippi, ospite in video….ma che può anche apparire live in palcoscenico… 

In caso di crisi non resta che ridere con Francesca.

 

Venerdì 15 febbraio ore 21.00

Una produzione Parma Concerti e Pierfrancesco Pisani

ENZO IACCHETTI

Libera nos Domine  

di Enzo Iacchetti

regia Alessandro Tresa

aiuto regia Simona Samarelli

disegno luci Valerio Tiberi

scenografia Gaspare De Pascali

musiche originali Marcello Franzoso

animazioni e vfx Francesco Crispi

canzoni di Giorgio Faletti, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Enzo Jannacci, E. Iacchetti arrangiate da Marcello Franzoso

Il nuovo spettacolo di Enzo Iacchetti, esprime il desiderio di comunicare parole e musiche nel puro stile Teatro – Canzone. Iacchetti si stacca dal cabaret per arrivare a maturare considerazioni che lo allontanano da come lo conosciamo in tv. Chi lo ha segui to recentemente in teatro, (IL VIZIETTO, MATTI DA SLEGARE, CHIEDO SCUSA AL SIGNOR GABER) ha già capito la sua voglia di crescere, come autore e come attore. Lo fa con uno spettacolo completamente nuovo, aiutato da effetti speciali coinvolgenti.

Solo in scena, Iacchetti è prigioniero dell’attualità e vuole liberarsi dai dubbi che lo affliggono sul PROGRESSO, AMORE, AMICIZIA, EMIGRAZIONE, RELIGIONE offrendoci un’ultima ipotesi di RIVOLUZIONE. Affronta con ironia e provocazione la sua prigionia facendo ridere ma soprattutto emozionare con la rabbiosa delicatezza con cui cerca di salvarsi. Ce la farà o sarà soltanto un grido di speranza?

 

Sabato 2 marzo ore 21.00

Una produzione AGIDI srl

GIACOMO PORETTI

Fare un’anima

di Giacomo Poretti

regia di Andrea Chiodi

Questo monologo, scritto e interpretato da Giacomo Poretti, raccoglie divagazioni e provocazioni su un organo che i moderni manuali di anatomia non contemplano ma di cui da millenni gli uomini di ogni latitudine hanno parlato: quando si sviluppa l’anima in un essere vivente? Esiste realmente o è solo una chimera, un desiderio? Oppure è così infinitesimale che non la si vede nemmeno con il più grande scompositore di particelle? E alla fine, anche se la scovassimo, l’anima a che serve? Cosa ce ne facciamo? O meglio, cosa vorrebbe farne lei di noi?

 

Giovedì 11 aprile ore 21.00

Una produzione MA.GA.MAT. srl

GABRIELE CIRILLI

Mi piace

di Gabriele Cirilli, Maria De Luca, Giorgio Ganzerli, Alessio Tagliento, Ivan Grandi

Viviamo tutti per un Like, in Italiano MI PIACE. La nostra vita è un continuo avere e dare un giudizio, sin dalla mattina quando ci alziamo e ci guardiamo allo specchio oppure quando scegliamo un vestito, gli amici da frequentare, quando ordiniamo al ristorante o quando scegliamo di andare in vacanza, i programmi tv da guardare, il film al cinema da vedere, il politico da votare, la musica da ascoltare o i libri da leggere, la dieta da fare, la squadra di calcio da tifare, le persone da seguire sui social.

Insomma “MI PIACE” è la parola chiave della nostra esistenza! Se PIACI o ti PIACE è fatta! MI PIACE il teatro che è un circo delle meraviglie dove tutto è relativo ma possibile. Quello che io, Gabriele, propongo è uno spettacolo che attraversa tutti i generi del teatro comico: dalla commedia degli equivoci al cabaret, attraverso monologhi, canzoni e balletti che MI impegnano in una prova d’attore completa e sfaccettata.

MI PIACE essere quello di sempre, quello partito da Sulmona e non ancora arrivato, quello innamorato del pubblico con passione talmente vera e profonda da creare un legame quasi magico con esso.

Ridere è fondamentale per me perché la risata è contagiosa, è una medicina, un rimedio contro tutto il nero che ci opprime. Un sorriso illumina di più della corrente elettrica e costa molto meno. Ho abbracciato questa fede e MI PIACE quando vedo le persone star bene col sorriso sulle labbra! MI PIACE essere Comico e Commovente al tempo stesso, è l’espressione della mia maturità artistica, di un mattatore della risata che ha ormai conquistato il grande pubblico.

 

INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804

Teatro Puccini

Via delle Cascine 41

50144 Firenze

Tel. 055.362067

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