Archeologia, Monteriggioni e gli Etruschi: un nuovo percorso espositivo

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 Monteriggioni prima del Castello. Una comunità etrusca in Valdelsa, è un percorso per riscoprire e rivivere la storia più antica di Monteriggioni, dall’età del Ferro al tardo Ellenismo, con un viaggio di mille anni attraverso oltre 250 reperti locali, ricostruzioni in 3D e focus dedicati alla lingua etrusca e al collezionismo antiquario.
In programma dal

 13 ottobre 2018 al 23 aprile 2019 nel Complesso monumentale di Abbadia Isola, alle porte di Monteriggioni. L’esposizione è stata presentata in Consiglio regionale, a cui hanno preso parte il presidente dell’assemblea toscana Eugenio Giani, l’assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo, la sindaca di Monteriggioni Raffaella Senese e l’archeologo della Soprintendenza per le province di Siena Grosseto e Arezzo Matteo Milletti.

“Monteriggioni è una delle città medioevali meglio conservate della Toscana, citata anche da Dante – ha spiegato il presidente Giani – ma in realtà ha una storia molto più antica, affascinante. Questo percorso, che permette un tuffo nel passato remoto della cittadina e del suo territorio, dimostra come Monteriggioni fosse un centro importante già ai tempi degli Etruschi”.
L’assessore Ciuoffo ha sottolineato che  “l’archeologia e la storia sono parte integrante dell’immagine della Toscana che vogliamo promuovere e che vogliamo mettere a disposizione sia dei turisti che degli abitanti”. “Questo percorso – ha aggiunto – è particolarmente prezioso perché permette un’immersione nella storia attraverso un’attenta ricostruzione. E’ dunque molto più significativo della semplice esposizione di pezzi, magari di valore, ma in maniera decontestualizzata”.

Tempi e modi dell’iniziativa (promossa dal Comune di Monteriggioni e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena, il Museo Civico Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli di Colle di Val d’Elsa e l’Antikensammlung di Berlino) sono stati illustrati dalla sindaca Senesi e da Milletti della Soprintendenza. Il percorso di visita sarà articolato in sette sale e suddiviso in quattro sezioni tematiche. L’esposizione seguirà un ordine cronologico e ripercorrerà la storia locale dall’età del Ferro (IX secolo a.C.) al tardo Ellenismo (II-I secolo a.C.) attraverso le prime ricerche dell’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, gli sviluppi successivi, i ritrovamenti tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, le peripezie legate alla vendita a musei italiani e stranieri dei corredi rinvenuti nelle tombe del Casone e alcune ricostruzioni dei contesti in mostra.

Gli oltre 250 reperti in mostra provengono dai musei di Firenze, Volterra e Colle di Val d’Elsa e saranno affiancati da alcune immagini in 3D dei materiali conservati all’Antikensammlung di Berlino. L’esposizione comprenderà anche pezzi eccezionali, tra cui alcune fra le urne cinerarie più belle della tomba dei Calisna Sepu, e materiali inediti mai esposti prima d’ora, quale il corredo di una tomba a camera recentemente scavata in Pian del Casone. Sarà anche possibile visitare virtualmente una riproduzione in scala della grande tomba dei Calisna Sepu, appartenente a una ricca famiglia aristocratica e rinvenuta intatta nel 1893,  con oltre cento deposizioni a incinerazione e relativi corredi.

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