Forme nel Verde: Antifragile

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Ho trascorso l’intera giornata del 1° agosto tra i meravigliosi colli senesi: Monteriggioni, Castellina ed in particolare San Quirico d’Orcia. Ecco, proprio a San Quirico d’Orcia, tra cibo e vino, ottimi, ed una splendida compagnia, ho potuto vedere un altro lato di questa cittadina; no, non parlo degli edifici antichi, degli affreschi dei palazzi o delle arti legate al lontano Rinascimento, ma di arte contemporanea!

Ebbene San Quirico porta avanti, da 49 anni, la rassegna Forme nel Verde, una manifestazione artistica contemporanea che si svolge in estate dal 27 luglio al 30 settembre, tra l’allestimento all’interno di Palazzo Chigi a quello esterno degli Horti Leonini, con l’accesso da Piazza della Libertà.

La mostra all’interno del palazzo raccoglie 40 lavori pittorici e non, realizzati dagli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze e di Carrara, legati al tema “Antifragile”, ispirato dal libro di Nassim Nicholas Taleb “Antifragile: prosperare nel disordine” e quindi all’impossibilità di prevedere i rischi e il loro verificarsi e quindi a come trarne vantaggio quando gli eventi peggiorano.

Oltre alle opere degli studenti, alla fine del percorso espositivo è possibile vedere “the age of unreason” una sezione realizzata dallo scultore Maurizio Savini, ospite d’onore della parte espositiva di Palazzo Chigi.

Per quanto riguarda gli Horti Leonini si potranno vedere le sculture di ferro saldato realizzate da Sebastiano Pelli e la barca naufragata “Essere Umani” prodotta durante il workshop supervisionato da Pelli, con alcuni studenti.

Il percorso prosegue con molte altre opere realizzate dagli studenti delle due Accademie e termina, nella parte più alta del parco, con il “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto.

Il simbolo trinamico del maestro biellese è stato realizzato durante il workshop diretto da Francesco Saverio Teruzzi (Fondazione di Michelangelo Pistoletto a Biella), con altri studenti delle Accademie di Carrara, Firenze e Roma.

Come se non fosse abbastanza, potete ancora vedere le tracce di Forme nel Verde, edizione 2018, per le strade di San Quirico d’Orcia, grazie al risultato del workshop “Mice in the Art”, ovvero topi nell’arte, curato dagli studenti Domenico Ruggiero, Sergey Kuznetcov e Dinara Kamzina, che realizzarono 60 opere su carta che hanno poi affisso sugli sportelli delle utenze pubbliche, con dei simpatici omaggi ai grandi maestri del ‘900, quali Malevich, Yves Klein, Fontana, Burri, ecc ecc… servite ad avvicinare grandi e piccini all’arte contemporanea.

A chi si deve così tanta arte contemporanea ed impegno rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti? Alla lungimirante curatrice Gaia Pasi, storica dell’arte, con un passato alle spalle di gallerista che ha curato le ultime tre edizioni di questa importante manifestazione riportandola al livello del passato, quando Mario Guidotti la ideò nel 1970.

Grazie al progetto di Pasi che ha attuato una convenzione con le Accademie di Belle Arti regionali, in soli tre anni Forme nel Verde è diventata una rassegna, come si può leggere sul catalogo, finanziata dalla Regione Toscana, attraverso il bando per artisti under 35, dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, dall’associazione Europea delle vie Francigene e sostenuta, economicamente e logisticamente, dall’imprenditore bolognese Franco Nessi.

Potranno essere solo lodi le mie? No, purtroppo no. Il tasto dolente di questa manifestazione è il vandalismo.

Abbiamo imparato a vedere, specialmente a Firenze, questa esagerata guerra agli street artists da parte delle amministrazioni pubbliche, con gli “Angeli del Bello”, per finire a certi direttori di musei, che etichettano continuamente i graffitari e gli sticker artists come vandali ed ecco, grazie a San Quirico d’Orcia, possiamo dire oggi che siete stati finalmente vendicati: gli street artists e non solo, sono stati vandalizzati dalla popolazione o per l’esattezza da alcuni balordi che di notte si infiltrano nel parco e per le strade accanendosi contro le opere!

La totale assenza di telecamere negli Horti Leonini, ha portato e porta ad agire, in modo più che indisturbato, i vandali contro alcune delle installazioni e delle sculture presenti nel parco. Già il giorno dopo l’allestimento, hanno distrutto una installazione realizzata da Federica Guglielmucci, che si componeva di 5 amache, di cui ne sono rimaste tre, quasi a brandelli.

Durante i giorni successivi sono state prese di mira prima la scultura in gesso “The New Crucifix” di Marco Pani, completamente polverizzata e poi le 120 api in gesso di Silvia Scaringella “War For Planet”, che creano una bellissima installazione sopra la “ghiacciaia” del parco, rompendone alcune e rubandone altre.

Se il Comune avesse usato qualche accortezza in più, a livello di telecamere e di vigilanza, per una manifestazione di così lunga durata, conosciuta ed apprezzata non solo dalla maggior parte degli abitanti della zona, ma anche dagli abitanti delle altre province toscane e dalle migliaia di turisti stranieri che transitano nel territorio, forse questi episodi avrebbero smesso di esistere.

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